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Fisiologia dell'occhio umano e scelta della palette cromatica

Area dedicata alla scelta, all'uso, alle caratteristiche tecniche, alle possibili applicazioni delle Attrezzature usate
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Corrado
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Fisiologia dell'occhio umano e scelta della palette cromatica

Messaggio da Corrado » 10/06/2017, 9:01

Quanto possa essere importante la scelta della palette cromatica più consona ai nostri termogrammi, ci è stato più volte ribadito dai nostri istruttori, in sede formativa, e dal nostro buonsenso nell'attività pratica di tutti i giorni.
Voglio proporvi al seguente link:

http://www.kapter.mx/administracion/fw/ ... 910504.pdf

questo interessante elaborato di Mario Cimbalista Jr., operatore termografico brasiliano, nel quale viene non solo ribadito il concetto di cui sopra ma viene esposta una importante osservazione sul processo di miscelazione di tutti i toni di colore impostati con il "bianco e nero invertiti" e di quanto, questo, possa essere il fattore principale per consentire la creazione di comfort visivo e aumentare l'accuratezza dell'interpretazione dell'immagine termica.

Per questo lavoro è stato usato un approccio incentrato sui processi chimici-fisiologici che avvengono nelle cellule funzionali all'interno dell'occhio umano e l'impatto cognitivo-percettivo: questi hanno un ruolo cruciale nella
percezione, rilevazione, comprensione e registrazione delle immagini a infrarossi.

Non è tanto la questione di quale scala o proporzione siano state utilizzate dal progettista della palette: questo nuovo tipo di algoritmo allevia la fatica dell'interpretazione delle immagini a infrarossi, rendendole molto più adatte all'occhio e alla mente umani.
Il principale vantaggio di questo nuovo processo di miscelazione specifica, a detta dell'autore, è l'ottima caratterizzazione e la facile localizzazione del punto o dei punti di interesse, grazie alla divisione delle palette tra il bianco e il nero "invertiti", aggiunti alle tavolozze dei colori: l'area a colori rappresenta le temperature di interesse mentre, il bianco e nero "invertiti", danno l'esatta localizzazione del contesto dell'area di interesse.
Gli schemi di colori commerciali esistenti applicati alle immagini a infrarossi (ad esempio, il classico "ferro" o "arcobaleno") non utilizzano questa divisione e comportano una significativamente più povera discriminazione di qualsiasi termogramma, con un occhio più affaticato ed un più grande stress mentale a fine giornata.

Mi piacerebbe che, a lettura avvenuta, faceste qualche commento, qualche osservazione: personalmente trovo questa fatica del nostro collega degna di attenzione e di encomio (magari con un bel brevetto...).

E voi? Cosa ne pensate? :geek:
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marco-itr
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Re: Fisiologia dell'occhio umano e scelta della palette cromatica

Messaggio da marco-itr » 20/06/2017, 1:03

Ciao,
è un argomento che ho sempre considerato molto importante tanto che mi ero fatto anche una piccola dispensa da utilizzare nei corsi ( mai utilizzata per mancanza di tempo ).
La soluzione proposta è interessante perchè sicuramente il risultato finale è un'immagine molto contrastata che mette in evidenza solo le zone di interesse.

E' molto importante però che il software della termocamera sia usabile e questa è una nota dolente per tutti i produttori, insomma bisognerebbe vedere al lato pratico quanto sia usabile un pallet di questo tipo durante le ispezioni in campo.
Certificato UNI EN 473 ISO 9712
Livello 3 metodi: UT - RT - TT -VT- MT - PT
http://www.itrsystem.com

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